Gaetano Azzariti

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Gaetano Azzariti (Napoli23 marzo 1881 – Roma5 gennaio 1961) è stato un giurista italiano.

Indice

[modifica] Biografia

Nacque nel Palazzo Spinelli di Fuscaldo, a Napoli.

Magistrato, fu tra i protagonisti della riforma dei codici, nonché Presidente della Corte costituzionale. Allievo della scuola napoletana, fu vicino a Ludovico Mortara (con cui collaborò alla redazione del volume Dell’esercizio delle azioni commerciali e della loro durata) e a Vittorio Scialoja.

La sua lunga carriera lo vide a soli venticinque anni, nel 1906, segretario della commissione per l'esame dei codici per la colonia eritrea. Nel 1908 partecipa alla commissione per la riforma degli altri codici, costituita da Vittorio Emanuele Orlando. Nel 1909 divenne segretario particolare del Ministro di Grazia e Giustizia Vittorio Scialoja. Nel 1918 fu nominato segretario della Commissione per il dopoguerra. Gran parte della sua opera fu svolta presso l’Ufficio legislativo del Ministero di Grazia e Giustizia di cui fu responsabile dal 1927 sino al 1949, con una sola sospensione tra il 25 luglio e il 4 giugno 1944.

All'interno di questo ministero percorse tutti i gradi della carriera: nel 1923 divenne consigliere di Corte d'appello, nel 1924 giudice di primo grado per le cause penali della Repubblica di San Marino, nel 1928 divenne consigliere di Cassazione, nel 1931 primo presidente di Corte d'Appello. Nel 1938 fu tra i firmatari del Manifesto della Razza e divenne Presidente del Tribunale della razza presso il dipartimento di Demografia e razza del ministero dell'Interno.

Il 25 luglio 1943 fu nominato ministro di Grazia e Giustizia nel primo Governo Badoglio. Fuggito il Governo a Salerno, rimase a Roma e trovò rifugio nei conventi della capitale. Dopo la liberazione, nel giugno del 1944, riprese servizio presso l'ufficio legislativo del ministero di Grazia e Giustizia senza che – ovviamente – avesse alcun effetto il suo collocamento a riposo deciso d'autorità dal Governo della Repubblica Sociale Italiana il 22 dicembre 1944.

Nel dopoguerra oltre a collaborare con il Ministro di grazia e Giustizia Palmiro Togliatti, fu membro delle due Commissioni per la riorganizzazione dello Stato e per la riforma dell’amministrazione (Commissioni Forti), nell’ambito del ministero per la Costituente. Diventato Presidente del Tribunale superiore delle acque pubbliche, fu collocato a riposo per raggiunti limiti d'età nel 1951. Il 3 dicembre 1955 venne nominato dal Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi giudice costituzionale. Relatore della prima storica sentenza (che affermava la competenza della Corte a giudicare la legittimità costituzionale delle norme entrate in vigore prima della Costituzione repubblicana), divenne Presidente della Corte il 6 aprile 1957 rimanendo in carica sino al 5 gennaio 1961, giorno della sua morte.

[modifica] Onorificenze

Cavaliere di Gran Croce Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria

Cavaliere di Gran Croce Ordine al Merito della Repubblica Italiana

— Roma, 2 giugno 1953.[1]

[modifica] Opere principali

  • Dell'esercizio delle azioni commerciali e delle loro durata (1933, con Ludovico Mortara)
  • Problemi attuali di diritto costituzionale (1952).

[modifica] Note

  1. ^ Cavaliere di Gran Croce Ordine al Merito della Repubblica Italiana Dott. Gaetano Azzariti Presidente del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche
Predecessore: Ministro della Giustizia del Regno d'Italia Successore:
Alfredo De Marsico 28 luglio 1943 - 15 febbraio 1944 Ettore Casati I
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Predecessore: Presidente della Corte Costituzionale Successore: [[Immagine:{{{immagine}}}|30x30px]]
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