Claudia Cernigoi
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Claudia Cernigoi (Trieste, 1959) è una giornalista e scrittrice italiana.
Impiegata pubblica, dal 1981 svolge anche il lavoro di pubblicista e giornalista. Esperta di storia locale di Trieste nel periodo fascista e durante la seconda guerra mondiale, ha pubblicato una serie di lavori sull'analisi degli antefatti delle foibe e attualmente dirige la rivista "Nuova Alabarda", su cui sono stati pubblicati alcuni dossier sulla strategia della tensione.
Collaboratrice di radio libere triestine, nel 2002 con Mario Coglitore ha pubblicato "La memoria tradita", evoluzione del fascismo nell'ultimo dopoguerra.
Già iscritta al Partito della Rifondazione Comunista, nell' anno 1999 e 2000, presenta dimissioni per motivi personali. La sua interpretazione dei fatti storici è accusata di estremo radicalismo da alcuni storici e c'è chi, come Raoul Pupo, l'ha inserita fra i negazionisti o riduzionisti delle foibe.[1]. Negli ultimi anni la sua attività si è particolarmente concentrata contro il Giorno del Ricordo (giorno memoriale che la Repubblica Italiana dedica agli infoibati e agli esuli), partecipando a una serie di contromanifestazioni per presentare quella che viene definita da lei e da altri la verità contro il revisionismo storico[2].
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[modifica] Polemiche e prese di posizione
[modifica] Sulle foibe
Al centro di varie polemiche per la sua attività di ricercatrice e divulgatrice, nei suoi scritti ha fra l'altro affermato:
1. Che in Italia è "in atto da diversi anni (un'operazione di) riscrittura della storia a scopo politico, cioè la rivalutazione del fascismo passando attraverso la criminalizzazione della lotta partigiana, (all'interno del quale) un ruolo di rilievo è ricoperto dalle inchieste per i cosiddetti “crimini delle foibe”[3].
2. Che "non sia accettabile, fondamentalmente da un punto di vista etico, che sia stato eretto a simbolo della controversa vicenda delle “foibe”, un falso storico quale è quello del pozzo della miniera di Basovizza". Contestualmente, Claudia Cernigoi si dichiara quindi contraria ai lavori di risistemazione della zona della miniera di Basovizza[4]
3. Riguardo alla repressione del Comitato di Liberazione Nazionale (CLN) di Trieste - in linea di principio contrario all'annessione di Trieste alla Jugoslavia di Tito - operata dalle forze jugoslave, che comprese una serie di incarcerazioni e pure qualche eliminazione fisica: "vista l'evoluzione post-bellica di una parte del CLN triestino, le autorità jugoslave hanno forse avuto dei motivi più che validi per reprimere l'attività di certi nuclei derivanti da esso"[5].
4. Riguardo alla polemica sulle foibe, in senso più generale: "Col passare degli anni la storiografia “progressista”, invece di fare chiarezza sulle menzogne di marca fascista e neoirredentista, si è invece appiattita su di esse, e troviamo oggidì sindaci “progressisti”, storici “democratici” ed esponenti del centrosinistra sostenere le stesse tesi che fino a dieci – quindici anni fa erano patrimonio esclusivo degli ambienti della destra più retriva, con l’unica differenza che dalla “causa etnica” (“infoibati sol perché italiani”) si è passati a quella “politica” (“infoibati perché contrari al comunismo titoista”). Tutto ciò ovviamente è strumentale alla nuova demonizzazione del comunismo, quella in atto da una decina d’anni a questa parte, dopo la 'caduta del muro di Berlino'"[6].
5. Riguardo alle manifestazioni per il Giorno del ricordo: "E' stato tutto molto peggiore di quanto ci potessimo aspettare: siamo stati per giorni bombardati mediaticamente da un profluvio inarrestabile di falsità storiche, usate strumentalmente dalla propaganda per far passare delle prese di posizione politiche a dir poco agghiaccianti. Giornata del ricordo? No, giornata dell’odio genericamente rivolto contro i non meglio identificati “partigiani slavi”, oppure “titini”."[7].
6. Con riferimento alla presa di posizione di Rifondazione Comunista sulle foibe: "Rifondazione comunista (...) pur non conoscendo assolutamente l’entità dei fatti, si è arrogata il diritto di condannare senza appello la Resistenza jugoslava ed i partigiani italiani che con essa hanno collaborato, per dei presunti “crimini” dei quali non solo non vi è prova, ma che dalle risultanze storiche risultano addirittura non avvenuti."[8].
7. A commento di una pubblicazione degli Archivi di Stato a cura della società di Studi Fiumani di Roma e del Hrvatski institut za povijest (Istituto Croato di Storia) di Zagabria, sulle vittime di nazionalità italiana a Fiume e dintorni dal 1939 al 1947: "(E') un ulteriore elenco tutt’altro che esaustivo e chiarificante, utile solo a fini di propaganda"[9].
8. Riguardo alla qualificazione di dittatura riferita alla Jugoslavia, anche con riferimento a Goli Otok: "Quando sentiamo le “anime belle” che definiscono “totalitaria” la Jugoslavia e Tito un “dittatore”, ergersi a giudici del significato di democrazia, e condannare la Jugoslavia per Goli Otok, vorremmo chiedere loro di operare un’analisi spassionata anche delle democrazie occidentali, l’Italia prima di tutte."[10].
9. Riguardo alla Strage di Vergarolla, pur riconoscendo che non esistono prove a supporto, ipotizza che: Chi invece avrebbe potuto compiere un simile attentato, magari con la creazione di prove false (che comunque non vennero trovate) erano i gruppi nazionalisti italiani, cui lo stato dava un notevole appoggio e che, da loro stessa dichiarazione, organizzavano “atti di sabotaggio” nei territori ex italiani. (...) I primi responsabili della tragedia andrebbero quindi ricercati in coloro che abbandonarono l’esplosivo a quel modo, ed in coloro che autorizzarono una festa popolare proprio in prossimità di ordigni che potevano esplodere da un momento all’altro. Non c’era bisogno di un attentato per arrivare alla tragedia. (...) Nonostante non si sia mai trovato un colpevole, l’eccidio venne utilizzato da subito dalla propaganda nazionalista italiana. Per molti la strage era frutto della volontà di colpire gli italiani che stavano, a loro dire, con quella manifestazione sportiva dimostrando l’attaccamento alla “patria” e la contrarietà alla cessione alla Jugoslavia della città. Naturalmente i propagandisti danno per scontato che a quella festa estiva, organizzata nel caldo agosto della prima estate di pace dopo tanti anni, avrebbero preso parte solo coloro che volevano fare dimostrazione di “italianità”, come se, appunto, la popolazione croata di Pola non usasse fare i bagni.[11].
10. Parlando dell'Eccidio di Malga Bala (ove quattordici carabinieri italiani vennero fatti prigionieri da partigiani sloveni e successivamente trovarono la morte), dopo aver ricordato come "il gruppo di carabinieri agli ordini di Perpignano stava, sostanzialmente, agli ordini dei nazisti a fare la guardia ad un obiettivo militare strategico", dà completamente credito alla ricostruzione fatta dallo studioso sloveno Franc Črnugelj, per cui i tedeschi "avvisati telefonicamente, si diedero all’inseguimento degli attentatori: quando i tedeschi furono in vista, i carabinieri prigionieri cercarono di darsi alla fuga ed a quel punto iniziarono le sparatorie: i nazisti contro i partigiani, i partigiani contro i prigionieri in fuga e contro i nazisti. Così scrive Črnugelj “i tedeschi spararono contro la colonna partigiana, nella quale si trovavano anche i prigionieri”."[12].
11. Riguardo alla beatificazione di don Francesco Bonifacio, ucciso dopo esser stato arrestato da alcuni partigiani, Claudia Cernigoi ipotizza invece che "mancando il corpo, vi sono tante altre ipotesi che si possono fare sulla scomparsa di una persona. Per voler prendere in esame tutte le possibilità, si può anche ipotizzare (...) che il sacerdote si sia allontanato volontariamente e sia andato a vivere altrove con un’altra identità: ipotesi che tendiamo ad escludere dopo avere letto parti del suo diario, da cui esce una figura di religioso coerente. Ma potrebbe essere stato colto da amnesia ed essere andato da tutt’altra parte, morto chissà dove e quando; può avere avuto una crisi d’asma più grave delle altre, che gli è stata fatale, ed essere morto in un luogo dove il suo corpo è rimasto celato.", concludendo poi che "L’ipotesi però che a noi sembra la più probabile è che don Bonifacio sia caduto vittima di criminali comuni che, per derubarlo o per altro sconosciuto motivo, lo hanno ucciso e poi ne hanno occultato il cadavere."[13].
[modifica] Altre tematiche
1. Claudia Cernigoi in un suo articolo ipotizza che Ilaria Alpi "sia stata uccisa perché si apprestava a rivelare atti di violenza compiuti dai soldati italiani su uomini e donne somali" e sostiene che vi siano una serie di "coincidenze inquietanti" fra l'assassinio della giornalista in Somalia nel 1994 e l'omicidio del giovane Carlo Giuliani a Genova nel 2001[14].
2. Il 7 ottobre 2006, Claudia Cernigoi pubblica su "La Nuova Alabarda" una lettera di rettifica dell'avvocato della storica Marina Cattaruzza, la quale in un precedente dossier della rivista era stata descritta in questi termini: "nel 1979 Fioroni diventò un 'pentito' dell’Autonomia operaia ed il giudice Calogero si basò sulle sue affermazioni per avviare l’inchiesta del '7 aprile'. Tra gli indagati vi furono anche tre triestini, Giovanni Zamboni, Marina Cattaruzza e Giano Sereno, che in passato avevano fatto riferimento proprio a Potere operaio". La Cernigoi ritratta la ricostruzione e conclude: "Ci scusiamo quindi con la prof. Cattaruzza e con i lettori se, avendo ecceduto in sinteticità nel trattare l’argomento, quanto da noi scritto è risultato poco chiaro ed a rischio di possibili fraintendimenti"[15].
3. Nell'articolo "Ipotesi sulla SARS", Claudia Cernigoi ipotizza che l'epidemia virale dei primi anni 2000 possa derivare da alcune modificazioni genetiche della soia, operate dalla multinazionale americana Monsanto: " (...) si potrebbe ipotizzare che la diffusione dell’uso in alimentazione di soia geneticamente modificata possa avere provocato nei consumatori una sorta di sensibilità ad uno dei componenti della modificazione genetica, cioè a quel virus che colpisce solo i vegetali e non il genere umano. Ricordiamo che i virus sono, di norma, selettivi, nel senso che i virus che colpiscono animali o vegetali non sono pericolosi per l’uomo, e viceversa. Però ultimamente abbiamo visto che spesso virus che solitamente colpivano gli animali (d’allevamento) avevano iniziato a trasmettersi anche all’uomo. Coincidenza: gli animali vengono nutriti con mangimi che comprendono anche soia geneticamente modificata." [16].
4. Sul Rogo di Primavalle - per il quale vennero condannati con pena definitiva tre giovani dell'area della sinistra extraparlamentare, e cioè Achille Lollo, Marino Clavo e Manlio Grillo - Claudia Cernigoi ipotizza invece che "(...) vi sia stata all’epoca una sorta di osmosi tra militanti dei due movimenti (sinistra e destra), una osmosi prodotta da qualche burattinaio che aveva messo assieme agenti provocatori ed infiltrati, che avevano a loro volta coinvolto, complici probabilmente inconsapevoli, esaltati e violenti dell’una e dell’altra parte politica, e che il risultato sia stato alla fine questa tragedia che ha visto la morte orrenda di un giovane e di un bambino[17].
[modifica] Opere
- Operazione foibe a Trieste : come si crea una mistificazione storica : dalla propaganda nazifascista attraverso la guerra fredda fino al neoirredentismo, Udine , Kappa vu, 1997.
- La memoria tradita: l'estrema destra da Salò a Forza Nuova, con Mario Coglitore, Zero in condotta, 2002
- Operazione Foibe, con Sandi Volk ,[18], Kappa vu, 2005
[modifica] Collegamenti esterni
- La nuova alabarda
- Una analisi di Claudia Cernigoi sul cosiddetto nazi_maoismo
- Le foibe fra storia e mito
- antefatti foibe curato da Giorgio Visintin
- Fascist Legacy - Un’eredità scomoda documentario BBC da La_Repubblica -Micromega crimini di guerra commessi dagli italiani nei Balcani ed in Africa
[modifica] Note
- ^ da Nuova alabarda
- ^ da iniziative
- ^ Dossier L'ombra di Gladio
- ^ Dossier La 'Foiba' di Basovizza
- ^ Dossier Luci ed ombre del CLN triestino
- ^ Dossier Foibe: tra storia e mito
- ^ Articolo Giorno dell'odio
- ^ Intervento al convegno 'Partigiani' (7.5.2005)
- ^ Articolo A proposito degli 'infoibati' di Fiume
- ^ Articolo Riflessioni su Goli Otok
- ^ Articolo La strage di Vergarolla
- ^ Articolo Il caso dei carabinieri di Malga Bala
- ^ Articolo La beatificazione di don Bonifacio
- ^ Articolo "Caso Alpi e Giuliani; coincidenze inquietanti"
- ^ Articolo "Precisazioni nell'interesse della prof. Cattaruzza in merito al dossier '1972'"
- ^ Articolo "Ipotesi sulla SARS"
- ^ Articolo "Criminalizzazione degli anni Settanta
- ^ storico e membro della commissione consultiva del Comune di Trieste per il Civico Museo della Risiera di San Sabba-Monumento nazionale.cenni biografici