Cesena

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Cesena
Panorama di Cesena
Cesena - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Emilia-Romagna
Provincia: stemma Forlì-Cesena
Coordinate: 44°8′0″N 12°14′0″E / 44.13333, 12.23333Coordinate: 44°8′0″N 12°14′0″E / 44.13333, 12.23333
Altitudine: 44 m s.l.m.
Superficie: 249,47 km²
Abitanti:
95.513 2008
Densità: 380,42 ab./km²
Frazioni: vedi elenco frazioni 
Comuni contigui: Bertinoro, Cervia (RA), Cesenatico, Civitella di Romagna, Gambettola, Longiano, Meldola, Mercato Saraceno, Montiano, Ravenna (RA), Roncofreddo, Sarsina
CAP: 47023
Pref. telefonico: 0547
Codice ISTAT: 040007
Codice catasto: C573 
Nome abitanti: Cesenati 
Santo patrono: San Giovanni Battista 
Giorno festivo: 24 giugno 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
Portale:Portali Visita il Portale Italia
« E quella cu' il Savio bagna 'l fianco,
così com'ella sie' tra 'l piano e 'l monte,
tra tirannia si vive e stato franco »

Cesena (Zisêna in dialetto romagnolo) è una città dell'Emilia-Romagna di 95.513 abitanti (il comprensorio cesenate conta 201.715 abitanti) , capoluogo dell'omonimo circondario, in Provincia di Forlì-Cesena (sigla FC), provincia istituita nel 1992. Fino ad allora, la città faceva parte della Provincia di Forlì (sigla FO). Sorge sulla Via Emilia, circa 20 km a Sud-Est di Forlì.

Con i suoi 249,47 km² di superficie, è il 68º comune italiano per estensione, mentre era, al censimento del 2001, il 53º comune italiano per popolazione. È nota come Città dei Tre Papi, anche se la definizione è fuorviante, perché diede i natali a due papi (Pio VI e Pio VII) mentre ospitò il vescovado di altri due (Pio VIII e Benedetto XIII).

L'etimologia del lemma Cesena (dal latino Caesena) non è ancora stata accertata. Tra le ipotesi più accreditate vanno menzionate le seguenti: diversi studiosi[senza fonte] sostengono che l'origine del nome risalga al Torrente Cesuola, che attraversa il cuore della città. Altre fonti ipotizzano che il prefisso caes- rimandi al termine desueto "cesina" (cioè, "terra disboscata"), cui si è aggiunto il suffisso -ena, di origine etrusca. Altri ancora ritengono che Cesena derivi dall'etrusco "Caizna", oppure dal latino "caedo".

Città leader nel mercato dell'ortofrutta europeo, è un importante snodo di comunicazione, grazie all'intersezione tra la A14 Bologna-Taranto, la Strada Statale 3 bis Tiberina (tratto della E45) Orte-Ravenna e la futura rete autostradale E55 Cesena-Mestre. È sede di diverse falcoltà universitarie aggregate nel Polo scientifico-didattico di Cesena, facente parte dell'Università di Bologna.

Indice

[modifica] Geografia fisica

[modifica] Territorio

Adagiata in un'ottima posizione fra le colline del Preappennino Tosco-Romagnolo e la pianura padano-romagnola, è situata sulla Via Emilia, a circa 20 km da Forlì, essendo distante una quindicina di chilometri dal mare Adriatico. È bagnata dal fiume Savio.

[modifica] Clima

Cesena vista dal satellite
Per approfondire, vedi la voce Stazione meteorologica di Cesena.

Cesena ha un clima continentale temperato, moderatamente mitigato dalla vicinanza del mare. L'estate è calda, le mezze stagioni sono piovose e complessivamente miti, quandanche la primavera risulta molto più calda e soleggiata rispetto ai corrispettivi mesi autunnali. L'inverno è freddo e umido, con presenza di nebbie diffuse, anche se risulta tutto sommato meno rigido rispetto a molte altre aree interne della pianura.


Cesena Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
Temp. max. media (°C) 7 9 14 18 22 26 29 28 23 18 12 7 7.7 18 27.7 17.7 17.8
Temp. min. media (°C) 0 1 4 8 11 15 18 18 13 9 4 1 0.7 7.7 17 8.7 8.5

[modifica] Storia

Per approfondire, vedi la voce Storia di Cesena.
La rocca malatestiana di Cesena

[modifica] Dall'antichità alle invasioni barbariche

La storia di Cesena risale almeno al VI secolo a.C..

Il primo nucleo abitativo di Cesena sorge con ogni probabilità per opera degli "umbro-etruschi" intorno al VI-V secolo a.C., e il taglio prodotto dal torrente Cesuola si riverbera nel nome dato al piccolo centro, che deve assomigliare a un Césena. Intorno al IV secolo sopraggiungono i Galli, del cui breve dominio rimangono profonde tracce nell'economia - con l'introduzione dell'allevamento suinicolo - e nella lingua locali.

Tuttavia è solo con l'arrivo dei Romani (i quali fondano nel 268 a.C. la colonia di "Ariminum", Rimini) che il piccolo nucleo assume la forma di villaggio. Del periodo repubblicano rimane oggi ben visibile la colossale opera di centuriazione cui è sottoposto il territorio cesenate, presumibilmente tra il 235 e 220 a.C., che suddivide la campagna in un perfetto reticolato ancora oggi visibile. Successivamente la "Curva Caesena" dell'età imperiale (citata da Plinio il Vecchio come città produttrice di ottimo vino) decade con l'Impero Romano ed è sottoposta alle incursioni dei barbari.

Presa dai Goti di Teodorico, viene riconquistata dai Bizantini e, a metà del VI secolo, entra a far parte dell'Esarcato. Dopo le campagne di Pipino il Breve (VIII secolo), Cesena rientra infine nei territori sotto il controllo pontificio, primo nucleo di quello che sarà lo Stato della Chiesa. Un ruolo di estrema importanza riveste in questi secoli la figura dell'arcivescovo di Ravenna, feudatario dell'imperatore, il quale possiede terreni e castelli nel cesenate, e detiene un potere assai ampio.

[modifica] Dall'anno Mille al "Sacco dei Brettoni" (1377)

Dopo il Mille crescono le volontà autonomistiche della città, ma solo alla fine del XII secolo, affrancatasi dall'arcivescovo, Cesena può dirsi libero comune. Il Duecento, secolo caratterizzato dai continui mutamenti nel governo della città, vede Cesena oscillare tra libertà comunali e sottomissione alla Chiesa o a signori locali, tanto che Dante Alighieri, nel Canto XXVII dell'Inferno, nota:

« E quella cu' il Savio bagna 'l fianco,
così com'ella sie' tra 'l piano e 'l monte,
tra tirannia si vive e stato franco. »

Nel Trecento la breve signoria della famiglia forlivese degli Ordelaffi viene bruscamente interrotta dall'intervento del legato pontificio Albornoz, che sottopone la rocca (fieramente difesa da Cia degli Ordelaffi, eroina ormai leggendaria) a un lungo assedio (1357). Alla fine Albornoz riesce a sottomettere Cesena e la dota di un nuovo Palazzo del Governatore (oggi Palazzo Comunale).

Di lì a poco, a febbraio del 1377, Cesena conosce l'evento che segna una sorta di cesoia nella sua storia: un contingente di soldati mercenari bretoni al soldo di papa Gregorio XI, comandati da Roberto di Ginevra (futuro antipapa Clemente VII) e del condottiero Giovanni Acuto (John Hawkwood), mette a ferro e fuoco la città. I cronisti del tempo inorridiscono di fronte alla strage e riferiscono d'alcune migliaia di morti e di altrettanti deportati tra la popolazione civile. È il momento più buio della città, coinvolta suo malgrado nella guerra promossa da Firenze contro il pontefice (la cosiddetta "Guerra degli Otto Santi", 1375-1378).

Mura della rocca malatestiana
La rocca malatestiana
La terzina della Divina Commedia dedicata a Cesena, così come compare sulle mura di Palazzo Albornoz
Camminamento sulla rocca malatestiana


[modifica] La signoria dei Malatesta

L'anno seguente al tremendo "Sacco dei Brettoni", il nuovo papa Urbano VI assegna infine quello che rimane della città al signore di Rimini Galeotto I Malatesta, in vicariato: ha inizio per Cesena la signoria dei Malatesta, quello che sarà il momento di maggior splendore nella storia cesenate. A Galeotto (cui si deve l'inizio dei lavori alla nuova rocca e alla nuova cattedrale) succede nel 1385 Andrea Malatesta, che spiana le pendici del Colle Garampo ottenendo la cosiddetta Piazza Inferiore (oggi del Popolo). È poi la volta di Carlo e, nel 1429, di Domenico Malatesta Novello. Appassionato bibliofilo, fine mecenate, costretto a rinunciare presto alla vita militare (prima fonte di ricchezza per la famiglia), dona alla città la splendida biblioteca (una delle migliori d'Italia, secondo il celebre umanista Flavio Biondo) ricavata all'interno del convento dei frati francescani. Compiuta tra 1447 e 1452, ma aperta solo due anni dopo, reca il progetto di Matteo Nuti da Fano, discepolo di Leon Battista Alberti.

[modifica] Il ritorno sotto lo Stato Pontificio

Alla morte di Novello (1465), Cesena torna sotto il dominio pontificio, ma già nel 1500 le Romagne conoscono un nuovo padrone: è Cesare Borgia, detto il Valentino (celebrato da Niccolò Machiavelli nel suo Il Principe) che costituisce un piccolo ma potente ducato. La città, elevata al rango di capitale, viene visitata da Leonardo da Vinci che fa rilievi alla rocca e fornisce il progetto per il porto di Cesenatico. Caduto l'effimero ducato, Cesena torna definitivamente alla Chiesa e a una dimensione locale dominata economicamente dall'agricoltura.

Inaspettatamente, nel 1775, la città assurge nuovamente agli onori: il cesenate Giovan Angelo Braschi diviene infatti papa col nome di Pio VI, dando avvio alla triade di papi cesenati (Pio VII Chiaramonti, 1800-1823, e Pio VIII Castiglioni, 1829-1830, in realtà marchigiano, ma già vescovo di Cesena). L'esperienza napoleonica (1797-1814), che vede Pio VI e Pio VII tentare invano di opporsi alle angherie del Corso, priva Cesena di un gran numero di monasteri, conventi e chiese che precedentemente la ornavano.

Intanto la città si ingrandiva. Negli anni 1816-22 viene realizzata la prima circonvallazione, come alternativa alla via Emilia, che attraversa tutta la città da porta Santi (ad est) al Ponte Vecchio (sul fiume Savio, ad ovest). La circonvallazione percorre tutta la cinta muraria da Porta Santa Maria e Porta Trova, proseguendo poi per via Molini e costeggiando la riva del Savio fino all'attuale via IV Novembre.

Nel 1844 viene aperto il Giardino pubblico. Nel 1846 è inaugurato il Teatro comunale, ora Teatro Alessandro Bonci; risale allo stesso anno la realizzazione della piazza antistante il teatro.
Nel censimento del 1853 (l'ultimo effettuato sotto lo Stato Pontificio), gli abitanti entro le mura sono 6.491, mentre nei borghi (il "Borghetto" e i borghi di San Pietro, San Bartolo e Porta Cervese), la popolazione consta di 6.900 unità. In tutto Cesena ha quindi poco più di 13.000 abitanti.

Durante il Risorgimento, Cesena conosce i moti libertari, cui partecipa anche un giovane Maurizio Bufalini, medico che poi si coprirà di onori a Firenze.

[modifica] Dall'Unità d'Italia ad oggi

Con l'Unità d'Italia per Cesena ha inizio un periodo di lotte politiche interne fra le componenti liberale moderata (guidata dalle carismatiche figure del sen. Gaspare Finali e del direttore del "Cittadino" Nazareno Trovanelli), repubblicana (sulle orme del garibaldino Eugenio Valzania) e socialista (Pio Battistini)[1].

Intanto vengono eseguiti nuovi lavori di viabilità: risale all'ultimo decennio del secolo la realizzazione del tunnel a campata unica. Ai primi del Novecento viene costruito il nuovo ponte sul fiume Savio, poco più a nord del ponte vecchio. Successivamente viene realizzata una nuova via di ingresso "entro le mura", l'attuale via Cesare Battisti.

Ad un fine Ottocento in cui avevano prevalso i liberali, segue un primo Novecento repubblicano, segnato dalla figura di Ubaldo Comandini. È di questo periodo la breve ma luminosissima vita di Renato Serra, morto giovane sul Carso (1915), ma già entrato, con L'esame di coscienza di un letterato, nella storia della critica letteraria italiana.

Dopo la Grande guerra si verifica un nuovo sviluppo urbanistico: per la prima volta la città si estende oltre le storiche mura. Nascono nuovi insediamenti: Sant'Egidio, Villa Chiaviche, San Mauro in Valle, Martorano e Ponte Pietra. Nel centro storico risiedono 8.000 persone e 14.000 nelle zone limitrofe.

La seconda guerra mondiale, con la Linea Gotica che corre sul crinale appenninico a pochi chilometri dalla città, segna profondamente la vita cittadina; i partigiani cesenati si distinguono particolarmente nella guerra di resistenza contro le forze nazifasciste, per tale motivo alla città di Cesena è stata assegnata la Medaglia d'argento al Valor Militare.

Nel dopoguerra Cesena assiste ad un enorme sviluppo urbano: prendono consistenza gli abitati di Diégaro, Torre del Moro, Case Finali e l'Oltresavio. L'attività edilizia raggiunge il suo apice nel decennio 1950-60.
Parallelamente si verifica una notevole crescita economica, che fa della città un polo di livello internazionale nel comparto agroalimentare, soprattutto in materia di ricerca e biotecnologie.

A conferma dell'importanza raggiunta da Cesena, nel 1992 la provincia cambia nome in Provincia di Forlì-Cesena, pur rimanendo Forlì capoluogo, e ancora oggi la città può vantare una posizione di primo piano in vari settori economici, una vita culturale sempre fervida ed una qualità della vita superiore alla media nazionale.[senza fonte]

[modifica] Onorificenze

Medaglia d'argento al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria

Medaglia d'argento al valor militare

«Fedele ad antiche e gloriose tradizioni patriottiche e democratiche, la Città di Cesena sin dall'armistizio dell'8 settembre 1943 fu centro di decisa reazione di lotta contro l'oppressione tedesca e fascista. Esprimendo e sostenendo coraggiosamente agguerrite forze partigiane, la cui organizzazione ebbe inizio con la costituzione della prima base di volontari a Pieve di Rivoschio e nella circostante zona collinare, durante quattordici mesi di duro impegno operativo, i cesenati contribuirono validamente ad imporre un consistente logoramento alle forze nemiche ed a danneggiare mezzi ed apprestamenti.[2]»
— Zona di Cesena, 8 settembre 1973

[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse

La Rocca Malatestiana
Piazza del popolo, fontana Masini e la "Loggetta Veneziana"

Cesena è una città ricca di arte e storia: fra i vari monumenti cittadini, si ricordano la Rocca Malatestiana, il perimetro della cinta muraria che ancora oggi racchiude il centro storico della città, conservando gran parte dei torrioni e delle porte, la suggestiva piazza del Popolo, con al centro la Fontana di fine Cinquecento denominata "Fontana Masini", l'importantissima Biblioteca Malatestiana (dal 19 maggio 2006 inserita nel Registro Unesco della Memoria del Mondo, primo bene italiano a farne parte), primo edificio al mondo nato e concepito per svolgere la funzione di biblioteca (1454), una biblioteca che già il grande umanista Flavio Biondo riteneva una delle migliori d'Italia, e la basilica benedettina del Monte, che ospita opere pittoriche di notevole valore storico-culturale.

Di valore storico-artistico anche il Duomo cittadino, dedicato a San Giovanni Battista, in stile gotico-romano, risalente alla fine del 1300, con una cripta che racchiude da secoli le spoglie di san Mauro. Il tempio conserva senza dubbio la massima opera scultorea conservata a Cesena, realizzata fra il 1494 e il 1505 dallo scultore lombardo Giovanni Battista Bregno da Osteno. Entro la nicchia racchiusa fra due pilastri, decorati con candelabre "all'antica", lo scultore ha raffigurato al centro, Cristo che raccoglie il proprio sangue in un calice fra i santi Giovanni Battista e Giovanni Evangelista e ai lati, Carlo e Camillo Verardi inginocchiati. Nei tondi, la Vergine Annunziata e l'Arcangelo Gabriele; il coronamento, nel quale si ipotizza fosse originariamente la figura del Padre Eterno, contiene oggi una conchiglia novecentesca.

La chiesa di Sant'Agostino, edificata su disegno del Vanvitelli, e la chiesa di San Domenico, ospitano tele di grande valore e rappresentano le due "vere pinacoteche" di Cesena.

Da segnalare è anche il Teatro Bonci, ultimato nel 1846 su progetto dell'architetto Vincenzo Ghinelli; esso si presenta con una facciata in stile neo-classico tipica dei teatri italiani del periodo, e con pregevoli interni dotati di ampi saloni da ricevimento, cavea con platea e cinque ordini di palchi compreso il loggione; il teatro vanta un'ottima acustica.

La contrada Chiaramonti si segnala per la presenza di eleganti ed imponenti palazzi, costruiti o abbelliti nel periodo dei Papi cesenati. Tra gli edifici più rappresentativi di questo percorso si ricordano: Palazzo Ghini, realizzato dall'architetto e pittore mantovano Leandro Marconi; Palazzo Guerrini Bratti, anch'esso decorato da Leandro Marconi; Palazzo Sirotti Gaudenzi, caratterizzato da una facciata neoclassica e i cui interni sono stati interamente decorati da Felice Giani e Giovan Battista Ballanti Graziani; Palazzo Chiaramonti, acquistato dal papa cesenate Pio VII (Barnaba Chiaramonti) e decorato da stucchi e da affreschi realizzati da Giuseppe Milani.

Oltre ai palazzi monumentali presenti nella contrada Chiaramonti, si segnalano: Palazzo Romagnoli (in via Uberti), maestoso edificio seicentesco decorato dal Milani ed oggi sede della biblioteca giuridica "Giovanni Ghirotti"; Palazzo Ghini (in corso Sozzi), progettato nel secolo XVII dall'architetto Pier Mattia Angeloni, sul cui cortile monumentale si affacciano le quattro statue di Francesco Calligari raffiguranti quattro divinità (Cerere, Gloria, Marte e Minerva); Palazzo Masini (in corso Sozzi), ricco di decorazioni pittoriche neoclassiche; Casa Sirotti, ora Biagini (in via Montalti) di antichissima costruzione, nel quale, secondo la tradizione risiedette anche San Carlo Borromeo.

Recentemente, durante lavori di scavo, sono stati scoperti nel centro storico dei reperti di epoca romana, fra i quali un mosaico pavimentale in tessere bianche e nere con decorazioni vegetali e libere che, "staccato" dalla sua originaria collocazione ed interamente ristrutturato dagli esperti restauratori della scuola di Ravenna, è attualmente esposto in una sala del palazzo comunale.

Altri reperti di epoca romana e medievale, (fondamenta di edifici e strade adiacenti) che si ritengono di notevolissimo valore storico, sono stati rinvenuti nel 2005, durante gli scavi per la costruzione di un parcheggio, nelle immediate vicinanze del centro storico.

[modifica] Architetture religiose

L'Abbazia della Madonna del Monte

[modifica] Architetture civili

[modifica] Architetture militari

[modifica] Altro

[modifica] Aree naturali

  • Giardini "11 settembre 2001"
  • Giardini "20 Ottobre 1944"
  • Giardini "Battaglia del Monte"
  • Giardini "Ippodromo"
  • Giardino di Serravalle
  • Giardino "San Rocco"
  • Parco per Fabio
  • Parco Cesuola
  • Parco della Rimembranza
  • Parco delle Querce
  • Giardino "Caduti di Cefalonia"
  • Giardino "G. Savelli"
  • Giardino "Martiri di Bologna"
  • Parco "N. Johnson"
  • Giardini "Mirri e Merendi"
  • Parco "Iqbal Masih"
  • Parco "Fornace Mazocchi"
  • Parco Naturale del Fiume Savio

[modifica] Società

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Etnie

Oltre a quella italiana, le comunità oggi più numerose sono:

[modifica] Cultura

[modifica] Istruzione

[modifica] Biblioteche

Biblioteca Malatestiana

[modifica] Università

Cesena è sede distaccata dell'Università degli studi di Bologna per le seguenti facoltà: Architettura, Ingegneria (seconda facoltà dell'Ateneo), Psicologia e per alcuni corsi di studio delle facoltà (con sede a Bologna) di Agraria (lauree triennali in Scienze e Tecnologie Alimentari, Viticoltura ed Enologia, Scienze dei Consumi Alimentari e della Ristorazione, lauree specialistiche in Scienze e Tecnologie Alimentari, Scienze Enologiche), Ingegneria (laurea triennale in Ingegneria Edile), Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali (laurea triennale e specialistica in Scienze e Tecnologie Informatiche), Medicina (laurea triennale in Scienze Infermieristiche).

[modifica] Musei

[modifica] Arti drammaturgiche

Nella Città sorge il celebre Teatro Alessandro Bonci (intitolato all'omonimo tenore cesenate) che, grazie alla sua eccellente acustica, è non di rado sede di importanti eventi.

Cesena è inoltre sede della rinomata compagnia teatrale Socìetas Raffaello Sanzio, nota per la sue attività internazionali e la ricchezza e la complessità del linguaggio scenico.

[modifica] Cucina

Per approfondire, vedi la voce Cucina romagnola.
Un tipico chiosco per le piadine a Macerone (Cesena)

Cesena è nota per la piadina, sorta di pane azzimo piuttosto piatto e di forma circolare. La si può trovare in tutto il territorio cittadino, venduta in particolari chioschi. Può essere servita semplice per accompagnare i pasti, ma è ottima se gustata insieme ad affettati ed insaccati di vario tipo oppure insieme al formaggio squacquerone, con l'aggiunta di rucola. Col medesimo impasto di acqua, farina, sale, strutto e bicarbonato usato per la piadina, vengono fatti anche i crescioni, sorta di calzoni riempiti a piacere coi più vari ingredienti: tipici i crescioni alle erbe, al pomodoro e mozzarella, ai funghi, zucca e patate ecc.

Diffusa la cultura della pasta all'uovo fatta in casa, particolarmente sotto forma di pappardelle in brodo, cappelletti (in brodo o asciutti, in tal caso serviti al ragù, oppure con panna, formaggio e prosciutto cotto), tagliatelle, lasagne. Altri tipi di pasta tipici del cesenate sono gli strozzapreti, serviti al ragù, ed i passatelli in brodo.

Passatelli prima della cottura

Per quanto riguarda i secondi piatti, la parte del leone nella cucina cesenate la svolge il maiale (e' baghèn, in dialetto), del quale non si butta via nulla: grigliate miste, carne ai ferri, arrosti, sono tipici della zona, in particolare di quella collinare. Diffuso l'uso d'insaccati e degli affettati derivati dal maiale, specialmente prosciutto, salame, mortadella, coppa e culatello, accompagnati dalla piadina e da un buon bicchiere di vino rosso.

In misura minore è amato dai cesenati anche il coniglio (e' cùnéij), cucinato arrosto, ai ferri, in porchetta o alla cacciatora, ed il pollame in generale, col pollo (e' pol) allo spiedo in primo luogo, oppure al forno o arrosto.

Per quanto riguarda la cacciagione, vengono utilizzati nella cucina cesenate, specialmente in collina, cinghiali, lepri, quaglie. È ancora possibile assaggiare in alcuni ristoranti ed osterie del cesenate il piccione, cucinato e servito nei medesimi modi del pollo, mentre diventa sempre più raro, per il mutare dei gusti gastronomici, trovare osterie che servano ancora antichi piatti tradizionali come le rane in umido o le chiocciole (chiamate impropriamente lumache) impanate e fritte o in umido, ma l'usanza rimane viva in molte famiglie e durante alcune feste e sagre.

Infine, nonostante il mare Adriatico disti appena 14 km dalla città, nel cesenate non si riscontra una particolare cultura gastronomica marinara, più in voga sulla costa e comunque legata più ad esigenze turistiche che culturali/ambientali.

Il dolce tipico del cesenate è la ciambella, sia quella caratteristica col buco, sia quella lunga e piatta (entrambe di solito si gustano inzuppate nel vino), mentre le frappe sono tipiche del periodo di carnevale. Inoltre si produce, nel periodo della festa patronale di S. Giovanni (fine giugno), il caratteristico fischietto di S. Giovanni: un fischietto rosso di zucchero caramellato a forma di oca.

Nel cesenate si producono vari tipi di vino, in particolare il Sangiovese, il Trebbiano, la Cagnina, l'Albana ed il Pagadebit.

[modifica] Personalità legate a Cesena

Per approfondire, vedi la voce Personalità legate a Cesena.

[modifica] Geografia antropica

[modifica] Suddivisioni amministrative

Il vasto territorio del Comune di Cesena è suddiviso in 12 circoscrizioni o quartieri (il termine adottato dallo statuto comunale è quartiere), ognuno dei quali elegge un Presidente ed un proprio Consiglio di Quartiere in concomitanza con le elezioni amministrative cittadine. I dodici quartieri, secondo l'enumerazione adottata ufficialmente dal comune, sono i seguenti: Centro Urbano, Cesuola, Fiorenzuola, Cervese Sud, Oltre Savio, Valle Savio, Borello, Rubicone, Al Mare, Cervese Nord, Ravennate, Dismano.

All'interno di ciascuno dei Quartieri di Cesena sono identificabili alcune zone urbane, spesso riferibili a frazioni che sono state nel tempo inglobate nella città. Ciononostante il riferimento a quella porta o a quella parrocchia per indicare una ben definita zona è in uso ancora oggi come un tempo. Sia i nomi che i confini di tali zone cittadine non sono definiti ufficialmente, ma la loro rilevanza storica per Cesena e per i Cesenati è innegabile.

Barriera, Campino (San Rocco), Cappuccini, Ex Zuccherificio, Case Finali, Ippodromo, La Fiorita, Madonna delle Rose, Madonna del Monte, Osservanza, Ponte di San Martino, Ponte Vecchio, Ponte Nuovo, Porta Santi, Porta Trova, Sant'Egidio, San Mauro in Valle, Torre del Moro, Villa Chiaviche, Vigne, La Valdoca.

[modifica] Frazioni

Acquarola, Aie, Bagnile, Borello, Borgo delle Rose, Borgo di Ronta, Borgo Paglia, Botteghino, Budrio, Bulgaria, Bulgarnò, Calabrina, Calisese, Capannaguzzo, Carpineta, Casalbono, Casale, Case Castagnoli, Case Frini, Case Gentili, Case Missiroli, Case Scuola Vecchia, Celincordia, Celletta, Diegaro (e Diegaro I), Formignano, Gattolino, Gualdo, Il Trebbo, Lizzano, Luogoraro, Luzzena, Macerone, Madonna dell'Olivo, Martorano, Massa, Molino Cento, Monte Aguzzo, Montereale, Monte Vecchio, Monticino, Oriola, Osteria di Piavola, Paderno, Pievesestina, Pioppa, Ponte Abbadesse, Pontecucco, Ponte Pietra, Provezza, Rio Eremo, Rio Marano, Ronta, Roversano, Ruffio (distinto in Ruffio I e Ruffio II), Saiano, San Carlo, San Cristoforo, San Demetrio, San Giorgio, San Mamante, San Martino in Fiume, San Matteo, San Mauro in Valle, Santa Lucia, Sant'Andrea in Bagnolo, San Tomaso, San Vittore, Settecrociari, Tessello, Tipano, Torre del Moro, Trebbo, Valdinoce, Villa Calabra, Villa Casone.

[modifica] Economia

Importante centro europeo agricolo (produzione, trasformazione e conservazione di frutta e verdura) e dell'industria alimentare in genere, conta diverse sedi di allevamento avicolo, bovino e suino ed industrie di produzione di generi alimentari di portata internazionale. Nel campo agricolo e alimentare si distinguono in particolar modo le ditte Orogel (surgelati e prodotti conservati in genere) e Amadori (allevamento e produzione di prodotti alimentari).

L'economia cesenate, inoltre, può contare sull'apporto d'importanti aziende operanti nel settore industriale, fra le quali la ditta Olidata, produttrice di personal computer ed altri prodotti di alta tecnologia, la società edile Trevi, famosa in Italia e nel mondo per la costruzione d'importanti opere di alta ingegneria (come la biblioteca di Alessandria d'Egitto) ed aggiudicataria del bando per la costruzione del basamento del nuovo World Trade Center di New York, mentre a breve è prevista l'apertura del Technogym Village, nuova e principale sede dell'azienda Technogym, prevista per la fine del 2008, ditta leader nel mondo nel campo delle macchine da fitness, attualmente situata a Gambettola, piccolo comune del cesenate.

[modifica] Infrastrutture e trasporti

[modifica] Strade

Cesena è collegata alla rete autostradale nazionale tramite i caselli Cesena e Cesena Nord della Autostrada A14 Bologna-Taranto. Altre strade importanti che toccano la città sono la Strada Statale 9 Via Emilia che la collega con tutti i capoluoghi della Regione Emilia-Romagna, tranne Ravenna e Ferrara, arrivando fino a San Donato Milanese (MI). Di rilievo anche la Strada Statale 3 bis Tiberina (Superstrada E 45), che consente di arrivare a Roma, costituendo una valida alternativa all'Autostrada A1 per giungere dal Nord alla Capitale.

A Cesena è stato costruito anche un eco-tunnel, che completa la cosiddetta "Secante" (la tangenziale cittadina). Si chiama galleria «Vigne», è lungo un chilometro e seicento metri ed è il primo tunnel eco-compatibile costruito in Italia, il terzo in Europa[senza fonte].

[modifica] Distanza dalle principali città italiane


[modifica] Distanza dalle principali capitali europee

[modifica] Mobilità urbana

La supervisione dei servizi di trasporto locale è affidata ad ATR Agenzia per la mobilità (acronimo di Azienda Trasporti Romagnoli), che ricomprende le linee urbane, del forese, suburbane ed extraurbane dirette verso il comprensorio cesenate della provincia.

[modifica] Amministrazione

Per approfondire, vedi la voce Sindaci di Cesena.

Sindaco: Giordano Conti (centrosinistra) dal 17/06/2004 (2º mandato)
Centralino del comune: 0547 356111
Posta elettronica: urp@comune.cesena.fc.it

[modifica] Sport

Cesena è città di sport, tradizionalmente legata al calcio ed al ciclismo, anche se nel passato ha raggiunto oppure occupa tutt'ora posizioni di rilievo nel panorama nazionale o internazionale di basket, calcio a cinque, cricket, motociclismo e ippica (trotto).

La maggiore società calcistica della Città è l'Associazione Calcio Cesena: nella stagione sportiva 2008/2009 sta disputando il campionato di calcio di Serie C, ma nel suo passato vanta dieci partecipazioni al Campionato di Serie A ed anche una partecipazione alla Coppa Uefa nel 1976 grazie al sesto posto conquistato in Serie A nella stagione precedente: esso costituisce il risultato di maggior rilievo della Società.

Nella stagione 2005/2006 un'altra formazione bianconera, quella del Romagna (già Cesena Calcio a 5), ha conquistato la promozione nel campionato di A1, ma è retrocessa in A2 dopo una sola stagione nella massima serie.

Altre formazioni sportive cittadine di rilievo federale (non amatoriali):

  • Baseball: Diamonds Cesena ed Elephans Cesena
  • Basket: Cesena Basket 2005 e Fiorenzuola Cesena
  • Rugby: Cesena Rugby Club
  • Calcio a 5: Futsal Torre del Moro
  • Calcio: Romagna Centro (Promozione), Sporting Club Vallesavio, Ronta FC (Prima Categoria), Torre Dismano, San Vittore, Rumagna, Diegaro, San Carlo (Seconda Categoria), Ponte Abbadesse, Aurora, San Mauro in Valle, Gp Vigne, Rubicone (Terza Categoria)...
  • Ciclismo: Banca Popolare dell'Emilia Romagna (settore giovanile)
  • Pallavolo: Lines Cesena

Di grande livello la presenza di Cesena nel basket femminile, soprattutto tra la fine degli Anni Ottanta e l'inizio degli Anni Novanta, quando la Polisportiva Ahena arrivò per cinque volte consecutive a disputare la Finale Scudetto, avendo sempre come squadra avversaria la Pool Comense. La squadra romagnola, allora denominata Unicar Cesena, riuscì ad aggiudicarsi lo Scudetto della stagione sportiva 1989/1990, al termine delle cinque tiratissime partite della Finale. L'ultimo match, in particolare, fu giocato in un Carisport gremito all'inverosimile e deciso sul filo di lana da un tiro da tre punti di Andrea Lloyd. Tra le maggiori artefici della vittoria vanno menzionate anche Catarina Pollini, vero "mostro sacro" del basket femminile italiano, e Clarissa Davis, allora considerata la miglior cestista a livello mondiale. A seguito di questa vittoria, la squadra, denominata Conad Cesena, poté nella stagione successiva giocare la Coppa dei Campioni, conquistandola nella Finale disputata a Barcellona.

Lo stesso importantissimo traguardo è raggiunto nel cricket dalla squadra di Cesena che il 27 giugno 1993 si aggiudica la Coppa Campioni.

La squadra di basket maschile denominata Carisp Cesena nella stagione 2004/2005 ha conquistato la salvezza in serie B prima di cedere il titolo sportivo a Castrocaro.

Nella stagione 2008/2009 la squadra di pallavolo femminile Lines Cesena affronterà per la prima volta nella storia il campionato di serie A1 dopo avere acquistato il titolo della Jogging Volley Altamura.

Ha ospitato per tre volte l'arrivo di una tappa del Giro d'Italia di ciclismo: